In Attività / Seminari ed eventi - PROGETTO MALAWI

RESOCONTO PROGETTO 2019

Qualche dato economico...dove sono finiti i vostri contributi??



Grazie ad alcune sponsorizzazioni e ai numerosi spettacoli che siamo riusciti a fare (grazie a voi che ci avete invitato!)

abbiamo raccolto:12.446,00 euro.

Di questi: 

  508,00 euro SPESE PRODUZIONE SPETTACOLO (spese siae, attrezzi...etc...)

  301,00 euro PUBBLICITA' PROMOZIONE PROGETTO

2.695,00 euro ACQUISTO ATTREZZATURA da portare in Malawi + STAMPA MANUALE

   400,00 euro OFFERTA PER TRASPORTI IN LOCO

4.000,00 euro OFFERTA ALLA CASA DEL VOLONTARIO PER L'OSPITALITA'

4.542,00 euro EROGAZIONE LIBERALE AD ORIZZONTE MALAWI PER "COMUNITY CONFORT HOSPITAL"

 

ed ora...mettetevi comodi: Pillole da un viaggio a Balaka

 

Difficile ridurre in parole l’esperienza vissuta questa estate in Malawi grazie ad Andiamo Trust e Orizzonte Malawi. Abbiamo portato la scuola di circo, ci abbiamo provato, ci siamo riusciti? Un po’ sì. Oppure “forse”. Beh, più di quanto sperassimo. Questo è certo. Abbiamo giocato, questo è indiscutibile. Siamo stati bene, questo è sicuro.

 

All’AndiamoTrust c’è la scuola; abbiamo visitato i banchi, le aule, il grande salone/refettorio, l’Andiamo Ground, il grande campo da gioco e musica, appena lì fuori. Poco più in là, i laboratori: la falegnameria, il calzolaio. Botteghe artigiane, ma non come le hai in mente tu. E allora, come? Non saprei. Umane.

E il circo? come fai a fare scuola di circo in una scuola che è deserta perché ci sono le vacanze?

Prova. Mettiti un attimo lì fuori dal cancello, o nell’Andiamo Ground… rispondi a tutte le mani che non ti sei accorto quando sono arrivate ma che ora sono lì e ti chiedono “come si fa”, fagli vedere gli attrezzi, sostieni chi cammina sul filo, ridi alle risate a raffica che ti rimbombano nelle orecchie. Sì, fai Circo.

 

Attraversa la strada (sì, ma non è una strada come ce l’hai in mente tu. E allora, come? Beh, di terra rossa, battuta. A buche. A buche? Abbastanza). Lì c’è l’Ospedale, il Comfort Community Hospital. È di Andiamo Trust; voluto, costruito, mantenuto, abitato, rinnovato, presidiato, abitato, abitato, abitato.

Sì, ma.

Come fai a fare circo in un ospedale?

Prova. Entra nel corridoio, rispondi ai saluti che ti vengono rivolti (sì, perché puoi impegnarti quanto vuoi, ma non riuscirai mai ad essere tu il primo a salutare; ti anticiperanno sempre, qui in Malawi), fai bolle di sapone, micromagia, giocoleria… Commuoviti ai sorrisi. A chi guarda di sfuggita, a chi si avvicina. Alla tua preoccupazione di non essere adeguato, di essere fuori posto. Certo che sei fuori posto, che problema c’è.

Sì, è equilibrismo anche questo, è Circo.

 

Sali sul pullmino, sali sul pick-up, sui sedili, nel cassone, dove vuoi. Perché? Andiamo a Kapandatsitsi.

 

È un villaggio.

Ah, ok.

Lì c’è un scuola per l’infanzia. Sì, c’entra anche lei con Andiamo Trust e Orizzonte Malawi. No, non è tanto grande il villaggio. E boh, non so come… ma tu prova ad arrivare lì con i giochi del circo… e vieni travolto da centinaia di bambini, bambine, ragazzini, ragazzine. Sbucano da ogni dove.

Facciamo lo spettacolo. Sono tutti lì schierati davanti, immobili, un muro nero di occhi bianchi spalancati e bocche aperte e silenziose. Quando la meraviglia lascia spazio al fiato, tornano a respirare.

E poi giochiamo insieme.

Lì, sulla terra rossa, tra l’inizio della sterpaglia, gli alberi e il campo da calcio. Sì, un campo da calcio grande, ma no, non come l’hai in mente tu. E allora, come? Bah, lascia perdere.

Vai in monociclo da solo, sul campo da calcio, a zig-zag, ma vai più veloce che puoi, perché ti rincorrono festanti e adesso sì, rumorosissimi, 60, 90, 200 bambini. E tu ridi, perché così in monociclo non ci sei mai andato.

Vivi la vita con gioia, dicono ad Andiamo Trust. Pedala i pedali con gioia. Sì, è Circo.

 

Qui c’è anche un altro progetto di cui ti devo parlare; però poi finisco, eh, non posso mica raccontarti tutto.

Va bene.

Si chiama Tigawane. No, non mi ricordo più cosa vuol dire.

Sono ragazzini, non hanno casa, famiglia, chissà dove dormono, però possono venire qui, in questa casa, possono essere accolti. Cosa facciamo con loro? Certo, circo. Imparano velocissimi! Due di loro ci seguono ovunque, vogliono imparare, chiedono, provano, riescono. Spiegami come si fa. No, non in italiano; in inglese. Ci si capisce.

Facciamo una giornata di formazione con gli insegnanti della scuola, con gli educatori: è un incontro in cui illustriamo il Circus Manual che abbiamo preparato e che vi lasceremo, insieme agli attrezzi di giocoleria, equilibrismo, acrobatica. I due ragazzi sono tutto il giorno qui anche loro, segnano appunti, vogliono provare, capire come si fa ad insegnare agli altri. Vogliono imparare per insegnare agli altri bambini. Farli giocare.

Anche a me viene da piangere. Sì, credo proprio che questo sia Circo.

 

Mpipe” è un lodge in riva al lago Malawi. Questa volta mi ricordo cosa vuol dire: significa “cormorano”.

Qualche ora di viaggio, mica è vicino. Centocinquanta chilometri.

Sì, ci siamo andati a far vacanza. Tre giorni. No, qui non abbiamo fatto scuola di circo. Sì, anche questo è un progetto di Andiamo Trust e Orizzonte Malawi; tutti i proventi vanno a sostegno dell’Ospedale a Balaka.

Una gita in barca, in cui il barcaiolo fischiava forte e chiamava le aquile per nome. E l’aquila dall’isola di fronte a noi si staccava dal suo ramo e veniva a un metro dalla barca a prendere il pesce che Isaac le aveva lanciato. No, non veniva vicino solo per il pesce. Anche gli aiutanti barcaioli hanno fischiato, chiamato e lanciato il pesce, ma le aquile non sono venute.

Vengono se le chiama Isaac.

Dovresti vederlo, il lago Malawi.

Dovresti essere lì con Isaac delle Aquile.

E se il circo è meraviglia, sì, anche Mpipe è Circo.

 

 

No, non ti racconto altro, non saprei più come dire le cose; perché comunque lo so che non riesco a raccontartele come le ho vissute davvero.

Tutta questa terra rossa intorno che vorresti odiarla e chiederle un sacco di cose, maledizione. E invece è lei a parlarti, e tu taci, e te ne innamori. Come posso raccontartelo. Più di così, non riesco.

Ecco com'è andata